La cucina intelligente di Filippo Pierpaoli   
 Arch.Filippo Pierpaoli
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                       
 
Il primo problema da affrontare nell’allestimento di una nuova cucina è capire quello che si vuole veramente. 
La maggior parte delle giovani coppie che mi si presenta deve realizzare la “prima” cucina della loro vita e, chiaramente, si trova di fronte un mondo dalle mille sfaccettature nel quale è facile perdersi. 
Quante riviste o anche solo immagini colte da pagine pubblicitarie di giornali. Chi ti tira da una parte, chi dall’altra. Come fare a conciliare tutti i suggerimenti ai quali siamo sottoposti? Per quanto possa sembrare semplice il problema in realtà non lo è. Inizialmente va tenuto presente che qualche mamma vorrà aiutare i giovani sposi nella scelta della cucina. Spesso è un aiuto reale, soprattutto quando sollecitato direttamente dagli sposi, altre volte diventa un aiuto apparente in quanto la personalità di chi aiuta risulta essere un pochino troppo forte ed alla fine predominante. In realtà non c’è una formula generale ma debbo dire che molte volte mi sono trovato di fronte ad aiuti “intelligenti”, quelli cioè che dicono….” Io farei così perché la mia esperienza mi dice che…. però forse a voi piacerebbe di più…. etc.” e in questi casi è un vero piacere pianificare la realizzazione della cucina. L’aiuto di una persona di cui la coppia si fida è basilare (vuoi che sia una mamma o che sia un altro collega architetto), soprattutto se si teme di sbagliare. 
Lo sbaglio normalmente si paga e a caro prezzo perché di solito la prima installazione, a meno che non venga fatta per un appartamento in affitto, viene mantenuta operativa per oltre venti anni. Per le realizzazioni durature consiglio quindi di posare la propria scelta su di un marchio di qualità, un prodotto affidabile soprattutto per quanto riguarda l’assistenza. 
Vi chiederete a questo punto come è possibile scegliere tra le tante offerte in commercio? La prima operazione da fare è spargere la voce tra i conoscenti e farsi dare l’indirizzo dei negozi nei quali si sono trovati bene, ma soprattutto il nominativo della persona che li ha seguiti nella realizzazione. All’interno dei negozi infatti coesistono varie realtà di venditori, sia dal punto di vista “simpatia”, sia dal punto di vista “professionalità” . Non sempre si è fortunati nel trovare entrambe queste realtà però debbo dire, anche a livello personale, che mai comprerei qualcosa da una persona che pur dimostrandomi il massimo della professionalità non mi risulti anche “simpatica” a livello epidermico. 
Per questo non sempre il nominativo suggeritoci dall’amico carissimo si è poi rivelato “giusto” anche per noi. Siamo tutti diversi, e per fortuna, altrimenti il nostro lavoro sarebbe monotono e ripetitivo. Trovata la persona che ci inspira fiducia è necessario affidarsi a lui. Consiglio sempre di rivolgersi ad un architetto all’interno del negozio in quanto in teoria più abituati a trovare soluzioni valide. Inizialmente l’architetto vi farà una breve intervista tesa a conoscere le vostre reali necessità, dopodiché passerà ad analizzare con voi quale sia il budget di spesa previsto ed infine suggerirà la soluzione che pensa fare per voi. Sottolineo l’importanza dello stabilire un budget prima di recarsi nel negozio di cucine, questo per non perdere entrambi tempo con situazioni fuori della propria portata. Di cucine ce ne sono ormai di tutte le qualità (e quindi di tutti i prezzi). Non poche volte si fanno “voli pindarici” su progettazioni hollywoodiane per poi sentirsi dire “ …. Io, però, volevo spendere al massimo …..” con cifre notevolmente al di sotto di quanto umanamente proposto. Una volta stabilito il budget attorno al quale lavorare l’architetto vi guiderà nella scelta dello stile della cucina (moderno o classico) e ai vari materiali con cui sono costruite (laminati a tinta unita, laminati tipo legno, laccati lucidi ed opachi, legni di varie essenze, acciaio inox, alluminio, materiali particolari tipo linoleum etc.). Per quanto riguarda i costi dovete tenere presente che quando girerete per negozi, da ognuno apprenderete qualcosa di più, qualcosa a cui prima non avevate dato peso e che invece, da quel momento in poi, sembra diventare importante. Considerate però, per spendere bene il vostro denaro che molte volte conviene ritornare nel posto che magari vi ha lasciato la migliore impressione (simpatia e professionalità). Spesso qualche euro in più si può trasformare per voi in un buon affare. Le cucine di qualità ormai adottano tutte cerniere con regolazioni nelle tre direzioni, alcune hanno la possibilità di essere sganciate con un solo dito senza influire sulle regolazioni delle stesse, questo per facilitare le operazioni di pulizia a fondo dei mobili, e sono garantite per lo più per 100.000 aperture (praticamente a vita). Altro fattore importante da tenere presente sono i meccanismi interni, intendo cioè tutte le guide per cassetti e carrelli, i quali debbono presentare uno scorrimento leggero e silenzioso, l’estrazione totale e una particolare funzione di ammortizzamento della chiusura. Queste qualità si trovano più facilmente nelle cucine tedesche che fanno spesso della tecnologia il loro cavallo di battaglia. Si passa poi alla progettazione dell’ambiente vero e proprio con l’individuazione delle funzioni base in rapporto anche alle preesistenze (cucina da ristrutturare, cucina di nuovo impianto). Chiaramente quando si deve ristrutturare un locale si riescono ad estrapolare le maggiori potenzialità dall’ambiente stesso in quanto la disposizione degli “attacchi” viene stabilita dall’architetto seguendo il criterio di sfruttare nel miglior modo gli spazi. Qui devo aprire una parentesi. Consiglio sempre ai miei clienti di non farsi condizionare troppo dalla disposizione di “attacchi preesistenti”. Spesso infatti, per le nuove abitazioni, chi ha concepito il progetto degli appartamenti non si è soffermato a stabilire una soluzione valida per l’ambiente cucina, anche perché l’operazione a priori, cioè senza conoscerne il futuro proprietario, rende la cosa pressoché impossibile. Il costo dello spostamento degli attacchi, se ci si affida a persona di fiducia, è di poche centinaia di euro e si limita la maggior parte delle volte a due mezze giornate, il guadagno in termini di utilizzazione per i successivi “venti anni” è invece incalcolabile. Spesso i negozi di cucine hanno personale di fiducia che, pur lavorando esternamente all’organizzazione stessa del negozio, sono in grado di fare questi lavori arrecando il minor fastidio possibile ai clienti. Io stesso suggerisco spesso ai miei clienti il nominativo di alcuni artigiani che ho selezionato in un arco di oltre venti anni di professione in grado di fare onestamente questi spostamenti (elettrici, idraulici, murari), artigiani che spesso sono poi stati chiamati ad eseguire i lavori di ristrutturazione di tutto l’appartamento. Tornando alla progettazione della cucina vera e propria oggigiorno questa può essere elaborata mediante ausilio di computer, sia con visioni bidimensionali (preferibile per spazi ristretti), sia tridimensionali (per ambienti più grandi e complessi). Personalmente sono un estimatore del disegno cad in bianco e nero per un motivo ben preciso: i nuovi programmi di grafica permettono a volte di fare il “rendering” della cucina progettata in automatico ( cioè con la scelta del colore e della maniglia reale). Non sempre però si riescono ad inserire le reali condizioni di luce e di colori preesistenti nell’ambiente (presenza di pavimenti stonalizzati e/o di rivestimenti con particolari decori) per cui preferisco utilizzare le visioni in bianco e nero e lasciare al cliente quel minimo di immaginazione per il risultato finale, preferendo il confronto diretto con i materiali da utilizzare. Un consiglio che spesso do ai giovani sposi è quello di prevedere una cucina robusta e pratica, facile da mantenere pulita. Queste caratteristiche corrispondono spesso a cucine dai costi contenuti e vedo poi che sono quelle sulle quali i più si indirizzano, per tutta una serie di motivi, non ultimo quello degli alti costi di avviamento di una casa per una giovane coppia (acquisto e/o ristrutturazione di un appartamento, spese notarili, acquisto dei mobili etc.). Una facciata in polietilene (laminato) magari con un buon supporto interno (MDF) vi garantiscono queste caratteristiche base. Una volta stabilito un progetto di cucina si può richiedere all’architetto di preventivarci il costo di un altro modello al quale siamo interessati. Spesso le case produttrici di cucine inseriscono nei loro listini dei coefficienti moltiplicativi per passare da un modello ad un altro con relativa facilità. Altro capitolo che si presenta è la scelta del piano di lavoro della cucina. Il materiale più economico è senza dubbio il laminato: facile da mantenere pulito, le migliori marche utilizzano prodotti antimacchia che resistono anche ai piccoli graffi e ad alte temperature purché limitate nel tempo. Il nemico principale di questa superficie è il coltello e la pentola bollente o la macchinetta del caffè: come dice il detto popolare “…uomo avvisato….” non ho clienti che, una volta istruiti, hanno rovinato i loro piani di lavoro. Ben altro effetto lo dà alla cucina l’utilizzo del marmo o del granito. Sono un forte sostenitore dei materiali naturali perché la resa cromatica, nonché la soddisfazione alla vista di un bella pietra, non è ottenibile con nessun materiale artificiale comunemente in commercio. Ricordate che il rovescio della medaglia c’è anche qui: limone, olio, vino sono tra le principali cause di macchie su questi piani benché i marmisti li preparino con trattamenti impermeabilizzanti. Vi sono sì dei materiali che in particolari usi sono consigliati (vedi il Corian), quando per esempio la cucina ha un andamento particolarmente frastagliato tale da dover realizzare un notevole numero di lastre con tutta una serie di giunzioni visibili alla vista e al tatto. Il Corian ha la sua caratteristica principale nell’alta lavorabilità (chi lo installa normalmente ha un laboratorio di falegnameria) e nell’utilizzo di collanti particolari che fondono il materiale a livello molecolare con il risultato che la giunzione, dopo l’incollaggio, praticamente non esiste più. Purtroppo un materiale così particolare, pur offrendo una scelta vastissima di colori per venire incontro alle più disparate richieste del cliente finale, risulta avere ancora un costo piuttosto elevato e quindi, per tale motivo, un limitato utilizzo. Altri materiali utilizzati per i piani di lavoro sono formati con ricomposti di polveri di granito. Hanno lo stesso tipo di posa e lavorazione delle pietre naturali, presentano però una notevole varietà di soluzioni cromatiche nonché una maggiore resistenza all’uso. Menzione finale ai piani in acciaio inox che, molto belli a vedersi anche per la loro luminosità, sono però da sconsigliare a chi si preoccupa troppo per la presenza di qualche graffio o qualche impronta sul proprio piano. Veniamo ora alle ultime tendenze in cucina, almeno per quegli ambienti che lo permettono per la loro non piccola superficie. Si prediligono le cucine ariose. Fino a qualche anno fa si tendeva a sfruttare ogni centimetro quadrato del proprio ambiente, riempiendo di funzioni e di meccanismi ogni più piccolo angolo. All’ultimo salone del mobile si sono viste cucine che prevedono “pareti attrezzate” nel vero senso della parola, cioè pareti prefabbricate dalla ditta produttrice di cucine da fissare alla muratura esistente e che prevedono la “sospensione” di tutta una serie di elementi, non ultimo, il frigorifero. Per quanto riguarda il colore, dopo la sfuriata del wengè degli ultimi anni, e che ha portato alla quasi totale deforestazione di tale legno (i marchi più prestigiosi utilizzano legni provenienti da apposite regioni di coltivazione a rimboschimento continuo), si sta passando al rovere naturale e non ultimo all’acero (che ha una tonalità chiarissima). Una cosa importante da sapere è che la maggior parte delle cucine hanno dei tempi di produzione che variano tra le cinque e le dieci settimane: è importante tenerlo presente per pianificare i giusti tempi della scelta e non trovarsi obbligati a dover limitare le proprie scelte per mancanza di tempo o perché sollecitati dall’impresa che ci sta eseguendo i lavori a fornire loro la posizione degli attacchi. In conclusione…. fatevi consigliare da un vero professionista della materia, un architetto, e …..in bocca al lupo: buona ricerca! Se volete un consiglio professionale potete inviare la piantina della vostra cucina (non è necessario che sia in scala purché ci siano tutte le misure planimetriche che permettano la ricostruzione della stessa) con l’indicazione della porta, delle finestre e delle eventuali preesistenze (posizione degli attacchi se non si vogliono effettuare lavori aggiuntivi). Una breve descrizione delle vostre necessità, un budget ipotetico di spesa, se la casa è di proprietà o di passaggio e quant’altro pensiate possa essere utile per farvi conoscere meglio. Ricordate che posso fare per qualsiasi ambiente la cucina che ritengo perfetta per me, altra cosa è quando progetto per i miei clienti: siete voi i fruitori ultimi dell’ambiente e la cucina, se è veramente progettata bene, deve rispecchiare il vostro stile di vita.